1.
Il Feltrino

I territori dei Comuni di Castel Frentano, Frisa, Lanciano, San Vito chietino e Treglio ricadono parzialmente nel bacino idrografico del torrente Feltrino che è caratterizzato da una situazione di degrado ambientale generalizzato, più evidente per quanto concerne:

  • la scadente qualità delle acque
  • la forte contrazione della superficie boscata o comunque impegnata da vegetazione naturale
  • il periodico abbandono di rifiuti di varia natura
  • l’impraticabilità dei luoghi a scopi turistici e ricreativi
  • il dissesto idrogeologico drammaticamente accentuatosi a seguito dei recenti eventi meteorici estremi
  • la perdita di biodiversità e di paesaggio. Il territorio denota valenze di elevato interesse, come i numerosi beni ambientali e culturali presenti (edifici storici, siti archeologici, il tratturo L’Aquila – Foggia, ecc.), ess ospita zone vallive, agricole costiere e di retrocosta che costituiscono un paesaggio agrario sostanzialmente intatto e ancora valorizzabile

Il bacino del Feltrino rappresenta un sistema territoriale complesso e caratterizzato da elementi al contempo di degrado e di pregio, soprattutto potenziale. Il Contratto di Fiume rappresenta la modalità più moderna ed avanzata di programma finalizzato alla definizione e condivisione di uno scenario strategico di riqualificazione fluviale e territoriale. E’ un processo di programmazione negoziata per la governance dello sviluppo del territorio di un determinato bacino idrografico, che consente di coordinare interventi di vasta portata per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente, la tutela delle risorse idriche, la valorizzazione del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico, unendo le competenze e ottimizzando le risorse;

Il processo di costruzione del CdF si basa sul confronto e sulla negoziazione tra tutti gli attori e i cittadini coinvolti, con l’obiettivo di identificare conflitti ambientali di uso delle risorse o di altra natura e quindi di attivare processi di composizione dei conflitti, integrati nei contenuti e condivisi nelle modalità di decisione, attraverso la riqualificazione ambientale e territoriale, la responsabilizzazione delle comunità locali, la formazione e l’educazione al benessere durevole;

Il CdF prevede un approccio interattivo atto a garantire il consenso e l’attuabilità delle azioni, che si configura come un accordo volontario fra Regione, Enti locali e altri soggetti pubblici e privati con cui si definiscono obiettivi, strategie d’intervento, azioni da attivare e competenze

In tal senso, il coinvolgimento di tutti i possibili utenti del sistema fluviale (gestori dei servizi, mondo della produzione, associazioni di categoria, associazioni di cittadini) consente di condividere gli obiettivi, stimolando e favorendo comportamenti virtuosi e impegnando i contraenti alle azioni che vengono approvate congiuntamente.

2.
Caratteristiche del Bacino

Il torrente Feltrino sorge dalle colline di Castel Frentano a circa 300 m s.l.m. da due sorgenti principali e prosegue il suo corso attraversando i territori comunali di Lanciano, Treglio, Frisa e San Vito Chietino, fino a sfociare nel Mar Adriatico. I suoi principali tributari sono il fosso Spirito Santo, detto anche Arno, che confluisce nel territorio di San Vito Chietino, e il fosso Malsano, che incontra il Feltrino nel territorio di Lanciano. L’asta principale si estende per circa 16 km e il bacino idrografico occupa una superficie di 50,69 km2 per un perimetro di 37,23 m. Il bacino del Feltrino comprende anche i sistemi idrografici del Torrente Fontanelli e di altri Fossi minori (es. Fosso S. Giovanni) con foce a mare. Esso presenta una forma triangolare, allungata in direzione Sud Ovest – Nord Est, e si sviluppa dalla quota di circa 410 metri all’altezza di Castel Frentano. Il tratto di costa interessato, esteso per circa 9 km, è caratterizzato da una falesia di altezza compresa tra circa 120 metri a Nord (San Vito Chietino) e 107 metri a Sud (San Giovanni in Venere).  Nell’ambito del Bacino non sono presenti canali artificiali e sotterranei significativi. Non sono presenti aree di particolare valenza ecosistemica e geologico-paesaggistica.

3.
Stato Ambientale

Nell’ambito del piano nazionale di monitoraggio delle acque superficiali, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente ed il Territorio ha condotto, per il triennio 2010-2012, il Piano di monitoraggio della qualità delle acque fluviali e lacustri regionali, secondo quanto previsto dalla Convenzione con la Regione Abruzzo (Ufficio di Qualità delle Acque). Il piano di monitoraggio è stato definito sulla base dei criteri e delle indicazioni riportate nel D.M. 260/2010, dei protocolli di campionamento validi a livello nazionale e sulla base delle frequenze (indotte dalla stagionalità e dalla variabilità spaziale) dei bioindicatori oggetto di monitoraggio. Dai risultati relativi al triennio si evidenzia l’invariato pesante stato di degrado in cui versa il fiume, che compromette anche la qualità ed il livello di balneabilità delle acque costiere, con notevoli danni all’ecosistema marino costiero e al turismo. A tal proposito è importante rilevare che, la carica microbica, raggiunge livelli massimi durante la stagione estiva, quando la portata del corso d’acqua diminuisce. In realtà la situazione di pesante degrado del corso d’acqua perdura da molti anni, come dimostrano anche i dati di monitoraggio precedenti, condotti per la realizzazione del Piano di Tutela delle Acque della Regione (2000-2006) e che si riportano di seguito a quelli derivanti dal Piano di Monitoraggio.

4.
Uso del territorio

Tutto il territorio è a forte vocazione agricola: l’83% è infatti ad uso agricolo, il 3% ad aree naturali ed il restante 14% è coperto da superficie urbano-industriale Se si confrontano le superfici per tipologia del 2012 con quelle del 2000, si evince che c’è stato un incremento della superficie ad uso agricolo a discapito di quella naturale (un incremento di circa il 5% la prima ed una riduzione della stessa percentuale la seconda), mentre la superficie urbano-industriale è rimasta uguale. 

5.
Caratteristiche Idrologiche

Le elaborazioni condotte per il bacino regionale del Fiume Feltrino dai dati sui dissesti ricavati dalle carte prodotte per la realizzazione del PAI (2002), hanno evidenziato la presenza di 445 siti a vari livelli di pericolosità  da frana o da processi erosivi e 227 a rischio idrogeologico di cui 196 a rischio frana. La pericolosità esprime la probabilità che in una zona si verifichi un evento dannoso (dissesto) di una determinata intensità entro un determinato periodo di tempo; essa, quindi, è funzione della frequenza dell’evento. In certi casi è possibile stimare la probabilità di accadimento di un determinato evento entro il periodo di ritorno; in altri casi, come per alcuni tipi di frane, tale stima è invece difficile da ottenere. La pericolosità è un fattore legato sia alle caratteristiche fisiche del corso d’acqua e del suo bacino idrografico, sia alle caratteristiche idrologiche, ovvero intensità, durata, frequenza e tipologia delle precipitazioni, nel bacino imbrifero dal quale si alimenta il corso d’acqua stesso.